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14 ottobre 2016
Da miniere di diamanti ai pozzi “Italia ferma, puntare sull’Iran”
14 ottobre 2016
Geofluid 2016
Geofluid 2016
Geofluid 2016
Geofluid 2016
Facce straniere a Geofluid 2016. Tante e sempre di più. E per fortuna. In un’Italia ferma sul fronte dei lavori pubblici, e pur in un contesto ancora sofferente per il petrolio, l’industria del sottosuolo Made in Piacenza, eccellente sotto molti punti di vista, archivia nel complesso timidi segnali di ripresa, come riferisce Attilio Foletti, decano dell’organizzazione della biennale per Piacenza Expo. E sono arrivati delegati da Iran, Emirati, Arabia Saudita, conferma Alessandra Bottani (Piacenza Expo).

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Simona di Lorenzo è responsabile dell’assicurazione di qualità di Cima, il cui presidente è Ettore Dordoni. Cima nasce 60 anni fa con carpenteria medio-pesante, dal 2001 detiene il brand Metax® . Cima ha realizzato le strutture di puntello per i lavori alla Costa Concordia.

Pasquale Triggiani, responsabile di divisione, conferma che la fiera va bene, con clienti da Hong Kong agli Usa, Russia e Brasile: «Entro novembre mandiamo altre cinque pompe per far consolidamenti alla famosa miniera di diamantici di Diavik, in Canada, tramite un nostro cliente tedesco. E c’è in vista un enorme lavoro di consolidamento per il terzo terminal aereo di Hong Kong che si realizzerà su un’isola».

Cima è in via Marcheselli, dà lavoro a 60 persone, 300 con l’indotto. Se ci fossero aree per unificare alcune sedi si potrebbero sviluppare macchine più grandi. La gamma di intervento è ampia: infrastrutture, fondazioni, tunnel, gallerie, dighe, metropolitane e ferrovie: «Ma in Italia il mercato è un disastro - lamenta Triggiani - il 98 per cento della nostra produzione è all’estero, lo abbiamo deciso nel 2004 e ci siamo salvati per il rotto della cuffia, in Italia si fanno chiacchiere, si parla di progetti vecchi di 25 anni come il Ponte sullo Stretto di Messina...».


Articolo pubblicato sul quotidiano "Libertà" - 8 Ottobre 2016